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Federica Pellegrini: un segnale e una speranza

La Stampa, 28 Luglio 2011
 
La vittoria di Federica Pellegrini non è solo una splendida pagina sportiva, ma una rivincita e una speranza per milioni di donne italiane e di tanta parte della nostra società.

Quella che è stanca di vedersi rappresentata nel mondo da scandali politici e giudiziari, debiti, risse e anziani signori abbarbicati alle proprie poltrone. Così come è stanca di vedersi rappresentata come un Paese di donne succubi e uomini predatori e opportunisti. Basta. L’Italia è anche quella che vediamo a Shanghai: forte e trionfante, competitiva, bella nel modo più bello e più sano. Sì, l’Italia è anche questa ed è meraviglioso vederla fresca e sorridente sulle prime pagine dei giornali di mezzo mondo.

Con questa impresa Federica Pellegrini diventa non solo la prima donna a conquistare l’oro sia nei 200 che nei 400 in due mondiali consecutivi, ma si conferma un bell’esempio e un riferimento per le tante donne italiane che ogni giorno si impegnano con forza, sacrificio e determinazione nei settori più disparati, senza mortificare i loro affetti o la loro femminilità ma neppure senza restarne schiave.

In questi anni la Pellegrini ci ha infatti abituato alle sue vittorie sportive ma anche alle sue debolezze, ai suoi amori, al suo essere giovane donna che cerca di affermare una sua strada personale e professionale. Un corpo splendido e atletico che alcuni hanno cercato di ricondurre agli stereotipi della donna bella e ammaliatrice, ma che mai risplende e incanta come quando fende con forza la resistenza dell’acqua, potente strumento di vittoria più che di seduzione.

E una personalità forte e complessa, ricca di sfumature e di fragilità che la Pellegrini stessa non ha mai nascosto, ma ha affrontato con un coraggio e una determinazione da leonessa. Dalla sfida con la bulimia, confessata quando ormai era già un ricordo, a quella con gli attacchi di ansia, che ancora ad aprile l’hanno tormentata alle gare di Riccione, ma che mai sono riusciti ad avere la meglio sulla sua forza e la sua sete di vittoria.

Per questo è così bello vederla primeggiare: perché rappresenta una donna vera, che lotta contro gli avversari e contro le proprie paure. E soprattutto perché dimostra che quando si trova a competere in un mondo in cui tutto quello che conta è la forza, la testa e il cuore, una donna è capace di vincere senza se e senza ma. E questo è un bellissimo segnale per tutte quelle donne che cercano di affermarsi in contesti più falsati dai pregiudizi, in cui qualità e merito non sono mai sufficienti. Un segnale che, a ben vedere, da’ ottimismo ed energia a tanti italiani e non solo alle giovani donne, perché ci fa riscoprire il senso del sacrificio e della determinazione, della voglia di lottare e di mettersi in gioco, un senso che ultimamente in troppi abbiamo perso. Grazie Federica.

Pubblicato il 28/7/2011 alle 10.46 nella rubrica articles.

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