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Federica Pellegrini: un segnale e una speranza
La Stampa, 28 Luglio 2011

La vittoria di Federica Pellegrini non è solo una splendida pagina sportiva, ma una rivincita e una speranza per milioni di donne italiane e di tanta parte della nostra società. Quella che è stanca di vedersi rappresentata nel mondo da scandali politici e giudiziari, debiti, risse e anziani signori abbarbicati alle proprie poltrone. Così come è stanca di vedersi rappresentata come un Paese di donne succubi e uomini predatori e opportunisti. Basta. L’Italia è anche quella che vediamo a Shanghai: forte e trionfante, competitiva, bella nel modo più bello e più sano. Sì, l’Italia è anche questa ed è meraviglioso vederla fresca e sorridente sulle prime pagine dei giornali di mezzo mondo.
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Tremonti, gli economisti e la crisi
scritto per Italia Futura 16 Luglio 2011

Mentre milioni di italiani assistono inermi ad un tracollo che lo stesso ministro delle Finanze paragona al Titanic, è inevitabile chiedersi dove sia stato, fino ad oggi, il timoniere. Ed è inevitabile tornare col pensiero a tutte le volte che questi ci rassicurava sulla buona salute dell’economia italiana, mettendoci in guardia contro le cassandre e contro tutti quegli sciagurati economisti che gli remavano contro, che parlavano a vanvera, che non capivano nulla. “Gli economisti sono come i maghi”, tuonava il Ministro al Meeting di Rimini del 2009, “stiano zitti un anno o due e ne guadagneremo tutti”. Gli economisti, incalzava Tremonti, difendono i grandi interessi, mentre il Governo difende il popolo e le famiglie. Chissà se parlava di quello stesso popolo che oggi si ritrova con milioni di giovani senza lavoro, di piccole aziende che non riescono nemmeno a pagare le tasse e di quelle famiglie che nei prossimi anni vedranno ulteriormente affossato il loro potere di acquisto, l’accesso ai servizi e le opportunità per i propri figli.
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Campus Party, la festa che inventa il futuro
La Stampa, 11 Luglio 2011

Ci sono storie che ribaltano così tanti luoghi comuni che danno il senso di come tutto sia possibile. Come la storia di Campus Party, il grande festival di tecnologia e innovazione che ogni anno raduna migliaia di «geek», i giovani geni del computer, e per giorni li rinchiude in un museo a programmare, discutere, inventare progetti e applicazioni nuove. Campus Party non è nato in Silicon Valley né nei laboratori di una prestigiosa università americana. E non è nemmeno il frutto dell’idea e dell’iniziativa di un ingegnere informatico asiatico con inusuale vena imprenditoriale. Niente di tutto questo. È nato 15 anni fa nel Sud della Spagna da un disc jockey con la passione del computer che, con la fidanzata di allora e un amico che lavorava al Comune di Malaga, decise di organizzare un raduno per «geek», un’occasione per incontrarsi, programmare, confrontarsi, giocare.
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Se manca la visione del futuro
La Stampa, 5 Luglio 2011

Tra le tante strumentalizzazioni e ambiguità che in questi giorni hanno accompagnato le proteste del movimento No Tav colpisce soprattutto quella di chi vuol far passare la ribellione in Val di Susa come parte di una nuova coscienza civile che si sveglia in Italia, di un vento che ha iniziatoa soffiare con i referendume le amministrative. Vento nuovo? Al di là dell’ovvia osservazione che le proteste contro la Tav hanno ormai radici decennali, ciò che queste vicende fanno riemergere è, al contrario, una delle piaghe più antiche della vita sociale, politica ed economica italiana.
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Costretti a giocare in difesa
La Stampa, 22 Giugno 2011

Non si vive di sola pizza e sole. Né di sola mamma. Famiglia e qualità della vita, a lungo considerati gli elementi caratterizzanti della nostra società, non sono più sufficienti a rendere felici i nostri giovani. L’ultimo rapporto della Fondazione Migrantes ci dice che il 40% degli italiani tra i 25 e i 34 anni considera una sfortuna vivere in Italia, e il 51% si trasferirebbe volentieri all’estero. Quando oltre la metà della popolazione di una Paese nella fascia d’età più attiva e produttiva sogna di scappare altrove, c’è qualcosa che non va. E dovrebbe scattare più di un campanello di allarme. Certamente la crisi economica e le difficoltà occupazionali giocano un ruolo importante nell’alimentare questo malcontento. Tuttavia non è solo una questione legata all’occupazione.
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About me
Irene Tinagli is a assistant professor at the University Carlos III in Madrid, where she teaches Management and Organizations and conducts research on innovation policies and regional development.

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