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Sgravi fiscali più creatività e la città rinasce
La Stampa 23/08/2010

AA.A. creativi e artisti cercansi per rilancio urbano. Ormai da diversi anni è questa, pare, la tendenza più in voga in tema di sviluppo urbano: far leva su fattori creativi ed immateriali come l’arte, la cultura, la musica o il design per promuovere una nuova immagine della città, per attrarre artisti, giovani professionisti e imprenditori innovativi.




Molte le città che hanno abbracciato o stanno cercando di adottare questo approccio: dagli esempi più spesso citati come Seattle, Austin, Barcellona o Bilbao, fino a realtà meno note al grande pubblico. Ma non meno interessanti come Glasgow, Edimburgo, Denver, Pittsburgh o Lille. Tra le grandi città che in anni più recenti hanno adottato politiche culturali molto aggressive troviamo anche Toronto e Berlino.
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Grande società. L'illusione di Cameron
La Stampa,21/07/10

Una «grande società »: è questo il cavallo di battaglia del premier britannico Tory, David Cameron. Una società dinamica, attiva, solidale, che stimoli i cittadini a riunirsi, occuparsi una buona volta della propria comunità dandogli la possibilità di decidere cosa è meglio per loro.



Una grande società in movimento contrapposta ad un grande Stato lento e  invasivo, che imbriglia l’iniziativa individuale e che costa troppo ai cittadini. Un’idea che in verità Cameron aveva già lanciato molto tempo fa e sulla quale aveva impostato buona parte della sua campagna elettorale.
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Non è un Paese per giovani
Corriere della sera,26/06/10

di Pierluigi Battista

Certo, è solo un pallone. Ma il pallone tricolore è sgonfio, esausto, sfibrato. Sembra l’Italia. Infatti è l’Italia: giovanilista a parole, nella pratica spaventosamente gerontocratica e aggrappata alle rendite di posizione acquisite con l’età. E i giovani veri? Nella Nazionale e nella Nazione, fuori. Esclusi. Vezzeggiati, ma messi ai margini.



Il talento irregolare o sregolato, poco gestibile, fonte di guai e di disordine, resta a casa. Nel suo «Talento da svendere», Irene Tinagli ha notato che, nel calo di iscrizioni all’Università italiana negli ultimi anni, la maggior parte delle rinunce si conta tra chi proviene da famiglie con redditi medio-bassi.
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Talento da svendere
«Un libro che smonta senza alcuna pietà il mito della creatività italiana. Un libro fondamentale per capire il ruolo e il potenziale di una nuova generazione di talenti e i limiti di un sistema politico ed economico che non ha saputo valorizzarli»
Richard Florida

L’Italia sarà forse un paese di poeti e navigatori, ma proprio nell’era globale del talento il suo ruolo nella competizione internazionale si è fatto sempre più marginale. Quali sono le ragioni del declino di una nazione che si è sempre vantata della sua naturale indole creativa?

Irene Tinagli, giovane e brillante osservatrice delle dinamiche dell’innovazione economica, racconta in questo libro il fallimento delle politiche che avrebbero dovuto motivare l’elemento chiave di ogni processo creativo: gli individui. Perché in Italia ci sono oltre quattro milioni di persone che lavorano in settori strategici come la medicina, l’ingegneria, il design, la moda.

Protagonisti di piccoli o grandi gesti creativi che non sono stati ancora riconosciuti dalle università e dalle imprese, dalle comunità sociali e dalla politica.





Talento da svendere

Perché in Italia il talento non riesce a prendere il volo

di Irene Tinagli

Einaudi, collana Gli Struzzi
2008, 191 p., brossura
€ 14,50

compralo su Ibs

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La fantasia è un bene ma non basta
La Stampa, 15 marzo 2010

Le tante storie di giovani che sfruttano la rete per realizzare delle idee imprenditoriali e per trovare un po’ di gratificazione personale ed economica non possono che mettere di buonumore.



Uno spiraglio di ottimismo contro tutti quelli che dicono che alla crisi non c'è scampo, e contro tutti quelli che dicono che i giovani di oggi sono pigri e incapaci di arrangiarsi. Ma al di là dell'istintiva simpatia questo fenomeno lascia trasparire una serie di elementi che dovrebbero stimolare una riflessione più approfondita soprattutto da parte dei nostri policy makers.
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Intervista a ''Il sole 24 ore.com''
Il sole 24 ore.com, 11 marzo 2010

di Sara Bianchi

Ha scelto gli Stati Uniti per completare il suo percorso di studi e poi la Spagna (all'università Carlos III di Madrid) per la docenza universitaria, ma non ha mai rinunciato all'impegno per l'Italia, attraverso ricerche e pubblicazioni. Irene Tinagli, classe 1975, nata e cresciuta a Empoli, laureata alla Bocconi di Milano illusioni non se ne è mai fatte: «sapevo che sarebbe stato difficile rientrare», perchè «è questo il vero problema per chi sceglie esperienze lavorative fuori dal nostro Paese». «C'è tanta gente che avrebbe la possibilità di andarsene, ma ha molta paura di non trovare più un posto se decide di tornare». Eppure la sua esperienza all'estero è piena, appagante e ora Tinagli è stata premiata dal World Economic Forum come "Young global leaders" per "le doti professionali, impegno nella società e potenziale contributo a dare forma al futuro del mondo".
Il suo percorso all'estero inizia a Pittsburgh dove ha incontrato Richard Florida «le sue ricerche su processi di innovazione nelle città e nelle regioni mi interessavano molto», racconta. «Lui stava lavorando al libro che l'ha reso famoso "L'ascesa della classe creativa" e mi ha incoraggiata ad approfondire quei fenomeni in Europa e in Italia». Da quell'esperienza è nato "Talento da svendere", che ha pubblicato con Einaudi.


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Tre italiani tra i 197 'Young global leaders'
Ansa,03/03/10



ROMA  - Ci sono 3 italiani tra i 197 'Young global leaders' che il World economic forum ha scelto nel 2010 per le loro "doti professionali, impegno nella società e potenziale contributo per dare forma al futuro del mondo". Sono Davide Serra di Algebris, Marco Magnani, managing director di Madiobanca e Irene Tinagli, ricercatrice e lettrice dell'Università Carlos III di Madrid. Molto forte è il contributo dell'Asia, che piazza tra i 197 oltre 60 giovani, mentre il Nord America si ferma a 38: le donne sono il 38%. La selezione dei vincitori, avvenuta tra quasi 5 mila candidati, è stata affidata a una giuria presieduta dalla regina Rania di Giordania.


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Intervista a ''Il sole 24 ore''
Il sole 24 ore,07/10/09

di Loredana Oliva

"l'Italia è un Paese bloccato. Muoviamoci", è il titolo del convegno in corso in queste ore a Roma a Palazzo Colonna, dove verrà discusso il primo rapporto sulla mobilità sociale nel nostro Paese, organizzato da Italia Futura. Anticipiamo, pubblicando il rapporto, tutti dati e le analisi con le soluzioni proposte al governo, che saranno presentate oggi al Presidente della Camera Gianfranco Fini, che interverrà nel pomeriggio. A commento dei dati l'intervista di Job24.it a Irene Tinagli, autrice della ricerca:le buone pratiche europee, spiega Tinagli, potrebbero sbloccare l'ascensore sociale, a tutela dei più giovani, delle madri lavoratrici, e delle famiglie con redditi bassi, sulla base del merito e del talento. Oggi docente all'Università' Carlos III di Madrid, Irene Tinagli è esperta d'innovazione, creatività e sviluppo economico. Ha portato in Italia le tesi di Richard Florida, le famose tre T(Talent, Tollerance e Technology) e ha esaminato il rapporto tra la società italiana e il talento nel suo libro "Talento da svendere" del 2008.



Irene Tinagli, Lei dice che solo il 6% dei ventenni italiani sente di trovarsi in situazioni migliori rispetto alla famiglia d'origine, mentre oltre il 41 % degli ultra cinquantenni può dire di aver avuto questo scatto sociale. E una condizione percepita o reale?

Una percentuale così bassa di giovani che sono consapevoli dell'immobilismo del quale sono prigionieri, implica una tale rassegnazione, che rende impossibile investire su se stessi, e andare a cercare le possibilità di uscirne, "perché tanto non sono per me", diranno. Poi ci sono i dati reali : in Italia, il 50 % dei redditi dei genitori si trasmette ai figli, la media europea è meno del 20 %.
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Intervista a ISSNAF Magazine (The Italian Scientists and Scholars in North America Foundation)
ISSNAF Magazine (The Italian Scientists and Scholars in North America Foundation ),08/01/09

di Lapo Morgantini

Irene is a PhD candidate at Carnegie Mellon University. She works with professor Richard Florida, who currently works at Rotman Business School and  is the author of the best seller "The rise of the Creative Class," widely known for his ideas on economic competitiveness, demographic trends, and cultural and technological innovation. Irene Tinagli has recently published a very successful book, "Talento da svendere" (2008), in Italy and has frequently written for Italian magazines and newspapers. Tinagli's research is focused on the concept of innovation in social contexts, cities and regions.

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Il tuo libro sta avendo molto successo sia con gli italiani in Italia sia con quelli all’estero ("Vespa? Faletti? Per Londra è molto meglio Irene Tinagli", La Stampa). Come è nato il progetto del libro?

E’ successo quasi per caso. Da anni lavoro con Richard Florida e volevo applicare e testare le sue idee in Italia e in Europa. Già in America ho lavorato molto su questi temi e ho portato avanti diversi progetti di ricerca, perché sono le realtà che mi interessano di più studiare. Volevo dare un quadro generale della situazione anche in Italia, volevo raccontare a chi queste cose non le ha mai sentite.
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Vespa? Faletti? Per Londra è molto meglio Irene Tinagli
La Stampa, 19/12/08

Al numero 5 di Cecil Court, uno dei vicoli più affascinanti di Londra, con i suoi deliziosi negozi di antiche stampe, vecchi volumi e oggetti di antiquariato, esiste da vent’anni una libreria italiana. La gestisce da più di un decennio Ornella Tarantola, una simpatica signora che è diventata il punto di riferimento della comunità di espatriati che la vanno a trovare per cercare un libro, fare due chiacchiere, bere un bicchiere di prosecco alla presentazione dell’ultima opera di qualche autore.
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About me
Irene Tinagli is a assistant professor at the University Carlos III in Madrid, where she teaches Management and Organizations and conducts research on innovation policies and regional development.

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