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Il mio intervento alla Camera dei Deputati sul DEF
6 Maggio 2013

Oggi il mio primo intervento in Aula, analisi e commento del Documento di Economia e Finanza 2013. Un discorso incentrato sui temi di impresa, lavoro e formazione, che ripercorre gli interventi del Governo precedente e sottlinea quelle che dovrebbero essere le linee guida per il futuro, per non tornare indietro. Di seguito il testo integrale.

Onorevolicolleghe, onorevoli colleghi , il Documento di Economia e Finanza che siamochiamati a votare ci mostra un percorso che in quest’ultimo anno e mezzo haconsentito al nostro paese di avviare un processo di profondo e necessario risanamentodei conti pubblici.

Masoprattutto illustra un percorso di Riforme importanti, i cui effetti siesplicheranno nel medio-lungo periodo, ma che da subito hanno segnato unadiscontinuita’ di metodo, di principi, di visione rispetto alle politiche delpassato.

Da questopunto di vista il DEF da’ indicazioni molto chiare su alcune priorita’ diintervento necessarie per il futuro. Priorita’ che nel dibattito di questiultimi giorni sembrano pero’ offuscate da slogan populisti e dai tonipreelettorali.

La verapriorita’ del paese e’ recuperare quella competitivita’ del sistema economico eproduttivo che da anni e’ in declino e che ha segnato profondamente la nostraeconomia reale. Lo vediamo da fenomeni come:

1.     Crollo dell’export: nei dieci anni tra il 2001 e il 2011 il commercio internazionale e’aumentato esponenzialmente, ma la quota dell’Italia e’ scesa del 20%, [dal 4.3%al 3.4%], 

2.     Mancanza investimentiesteri:  sonoanni che da noi non viene ad investire nessuno, tant’e’ che lo stock degliinvestimenti nel nostro paese e’, dopo la grecia, il piu’ basso dei paesioccidentali: poco piu’ del 15% del PIL contro il 45% della Spagna, il 29% dellaGermania, circail 35% della Francia etc.

3.     Aumento del costo dellavoro e di cio’ che produciamo– nei dieci anni tra il2000 e il 2010 il costo del lavoro per unita’ di prodotto (CLUP)  e’ aumentato del 30%, contro il circa 5%della Germania.

4.     Stagnazione dellaproduttivita’  -Mentre dal 2000 ad oggi e’ aumentata in molti paesi come Francia e Germania, danoi e’ inchiodata ai livelli di dieci anni fa.

E’ da quiche derivano la mancanza di crescita, di occupazione, la stagnazione dei salarireali.

Perrecuperare competitvita’ e produttivita’ le line prioritarie di azione, benarticolate nel DEF, sono due:

1)     RIDARE OSSIGENO ALLE IMPRESE

2) INVESTIRE SULLA RIQUALIFICAZIONE E SU UNA MIGLIORE ALLOCAZIONE/ RIALLOCAZIONEDELLA FORZA LAVORO

- RIDARE OSSIGENO ALLE IMPRESE.

Sul frontedelle imprese sono molte le iniziative avviate dal Governo uscente e da portareavanti con determinazione in futuro, cito le piu’ rilevanti e urgenti:

a)     IL PAGAMENTO DEI DEBITIDELLA PA VERSO LE IMPRESE à Aver  creato le condizioni,nazionali e soprattutto europee per sbloccare questi pagamenti e’ ungrandissimo risultato del governo ed e’ preoccupante che dopo aver sbandieratotanto questo vessillo in campagna elettorale oggi i principali partiti sembranoquasi aver gia’ scordato questa priorita’: dobbiamo invece concentrarci suquesto processo perche’ sappiamo che ancora ha bisogno di passi per esserecompletato – e va fatto con cura, non lasciamolo cadere sotto la solita asciadell’incuria, dei ritardi, della burocrazia. Si stima che questa misura possa portare una maggiore crescita di 1.2 punti nel trienno 2013-2015.

 b)     RIDURRE IL COSTO DELLAVORO, a partire dall’IRAP.

Numerosistudi, tracui uno pubblicato da alcuni ricercatori OCSE analizza gli effetti divarie tipologie di tasse sulla crescita[1], Ebbene, tra tutte le tipologie di tassazione, quelle che maggiormentebloccano la crescita sono le tasse sulle imprese, seguite da quelle sul redditopersonale, poi da quelle sui consumi e solo per ultime troviamo quelle sugliimmobili. Non c’e’ bisogno di altre parole per capire quale sia la PRIORITA’sul fronte della riduzione delle tasse. Ed e’ quella la strada avviata dalGoverno uscente:

Primo, conuna modifica della disciplina dell’IRAP, che ha consentito la deducibilita’integrale dalle imposte dirette dell’IRAP calcolata sul costo del lavorodipendente, nonche’ l’aumento delle deduzioni per i piccoli contribuenti, [e laprevisione x il futuro di un Fondo di circa 700 milioni per esentare dall’IRAPi lavoratori autonomi e i piccoli imprenditori.]

Secondo, conaumento delle deduzioni forfettarie sulle retribuzioni dei lavoratoridipendenti a tempo indeterminato, con deduzioni che per donne e giovaniarrivano fino a 13.500 euro e 21.000 euro al Sud.

E infinel’importantissimo provvedimento sulla detassazione dei premi di produttivita’, sostenutoda impegni di spesa di oltre due miliardi di euro nel trienno 2013-2015.

c)    SUPPORTARE LA CREAZIONE DI NUOVE IMPRESE, la loro crescita e internazionalizzazione.

Per la primavolta quest’anno e’ stato introdotto un quadro normativo organico per favorirela nascita di nuove imprese innovative, con agevolazioni sugli adempimentiamministativi, sui costi del lavoro, sull’accesso al credito. Al primo Aprile 2013, a distanza di pochesettimane dall’entrata in vigore di questa legge risutavano iscritte alregistro delle imprese oltre 500start-up innovative. Questo vuole dire pensare al futuro!

Altriinterventi sono stati avviati per la crescita e l’internazionalizzazione delleimprese.

-         Il fondo rotativo per l’Internazionalizzazionedelle piccole e medie imprese

-         La riorganizzazionedell’istituto per il commercio estero (ACE), che era stato eliminato dalprecedente governo, e il recente varo, a gennaio 2013, del piano naz. perl’export. 

-         Il Fondo Nazionale perl’Innovazione (FNI) x la valorizzazione di brevetti, disegni, modelli e assetimmateriali nelle PMI, che prevede finanziamenti fino a 3 mil. di euro.

-         Gli incentivi fiscaliper chi investe in fondi di venture capital, e create le condizioni normativeper far decollare anche in Italia il crowdfunding, la raccolta di capitali dirischio dal web.

 

d)      SEMPLIFICAZIONI

Nel corsodel 2012 sono stati misurati i costi amministrativi di 93 procedureburocratiche e adottate relative semplificazioni. Bene, i costi accertati erano30 miliardi e le semplificazioni avviate porteranno, a regime, circa 10miliardi di risparmi, ben il 30% dei costi. Un risparmio enorme. Dobbiamoassolutamente proseguire su questa strada. Sono queste le riforme con ilmaggior impatto sul quadro macroeconomico e sul PIL. Si stima un impatto di 4.8punti nel lungo periodo.

 E la seconda, grande linea prioritaria diazione, assieme al rafforzamento del sistema produttivo:

INVESTIRE SULLA RIQUALIFICAZIONE DELLA NOSTRA FORZALAVORO,:

Abbiamo unadelle forze lavoro meno qualificate del mondo sviluppato, persino tra i piu’giovani. Nel 2012 solo il 21.7% degli italiani tra i 30 e 34 anni era inpossesso di laurea. La media europea e’ 35% e meta’ dei paesi europei supera il 40%. Senza contare che il 44% dellapopolazione complessiva, tra i 25 e i 64 anni, ha al massimo la licenza mediainferiore. Questo si riflette in un basso livello di capitale umano nellenostre imprese e nelle nostre classi dirigenziali e imprenditoriali. Ed e’ unodei maggiori freni per il nostro sviluppo. Dobbiamo quindi intervenire a tuttii livelli, proseguire il lavoro inziato a tutti i livelli:

a)     Riqualificazione vera dei lavoratori in esubero, che invece da anni lasciamo appesi a sussidi che garantiscono lasopravvivenza minima, ma non danno futuro à La riforma del lavoro ha previsto importanti modifiche per collegare inuovi ammortizzatori alle politiche attive per il lavoro, la formazione, lariqualificazione. Per agevolare questa transizione il Governo ha incrementatoil Fondo sociale per l’occupazione di 1 miliardo per quest’anno e un altromiliardo per l’anno prossimo. Oltre ad avviare una riforma dei centri perl’impiego, per rafforzarne il coordinamento e l’efficacia. Riforma rimasta initinere. Non lasciamo cadere queste importante novita’, non torniamo indietro,ma lavoriamo per renderle pienamente funzionanti ed efficaci.

b)     Formazione professionale vera per i giovani chesi affacciano sul mercato del lavoro à Anche su questo fronte sono state avviate importanti novita’: dalle nuovenorme sul tirocinio, il rafforzamento dell’apprendistato e degli istitutitecnici superiori, attivando protocolli con le imprese, le regioni, e altrigoverni europei. [Ma molti provvedimenti sono rimasti in sospeso a causa dellafine anticipata della legislatura]. Non buttiamo il lavoro fatto, nonripartiamo ogni volta da zero: la formazione e l’avviamento dei giovani allavoro deve essere una priorita’.

c)     Universita’ e ricerca: Dopo anni e anni di incubazione nel 2012 e’ stato reso operativo ilsistema di valutazione, sia della scuola che dell’universita’ e della ricerca.Un passo fondamentale per il miglioramento qualitativo della nostra formazionescolastica e universitaria e per un’allocazione delle risorse piu’ efficiente.Certamente molti nodi restano ancora da sciogliere, ma proprio per questooccorre presidiare e proseguire questo percorso, dandogli priorita’ assoluta.

 E’ su questi assi che dobbiamo investire e portare avantile riforme avviate, con continuita’, lungimiranza perche’ il domani dipende daquesti investimenti.

Questo nonsignifica non avere attenzione per le emergenzesociali dell’oggi, ma saperle inserire in un quadro di riforme che sappianonon solo tamponare emergenze, ma porre le basi per il futuro. 

La spesa sociale va tutelata, manell’ottica di un quadro complessivo di riforme che guarda al futuro. Questo hafatto il governo uscente. Tant’e’ che nonostante le politiche di rigore econsolidamento fiscale la spesa sociale non e’ diminuita, ma cresciuta esoprattutto e’ stata ritarata, contenendo l’esplosione di spesa pensionisticadegli ultimi anni e rafforzando le misure legate ad ammortizzatori sociali,indennita’ di disoccupazione, poverta’. Le prestazioni sociali in denarodiverse dalle pensioni sono aumentate del 2.1%, contro una diminuzione dello0.7% registrato nel 2011.

tra i vari interventia forte rilevanza sociale dell’aultimo Ricordiamo,

-         Rifinanziamento delFondo per la disabilita’ azzerato dal governo precedente

-         Aumento del Fondo disolidarieta’ per i mutui e delle detrazioni per la famiglie con figli a carico

-         Il Rafforzamento dellasocial card x le famiglie indigenti

Esoprattutto l’aver tolto quella bomba ad orologeria introdotta nell’estate 2011con la clausola di salvaguardia al disegno di legge sulla delega fiscale, cheprevedeva tagli lineari alle agevolazioni fiscali per l’assistenza sociale perdecine di miliardi;

Precisamente: 4 miliardi di euro per il 2012, 16 per il2013, 20 dal 2014 in poi

Una misurache avrebbe annientatdo detrazioni per spese sanitarie, assistenza aglianziani, disabilita’,  mettendo inginocchio milioni di famiglie, e che solo il governo uscente e’ riscito ascongiurare. Altro che IMU.

Tutto questomentre si portavano avanti difficili riforme per il risanamento dei conti, delsistema produttivo e lo snellimento della burocrazia. Questo e’ il modo con cuicontinuare a lavorare.

E’preoccupante che invece tutto quello che si sente dire in giro e’ annullareriforme, anziche’ renderle piu’ complete, efficaci ed incisive. Sembra chel’unica fretta di questi giorni sia riavvolgere il nastro, tornare a com’eraprima. Immemori del burrone in cui il vecchio sistema ci aveva precipitato.

Ma non puo’,non deve essere cosi’.

SceltaCivica non solo approva il DEF ma chiede che la strada delle riforme in essoindicate venga portata avanti, con forza e determinazione. E per questo lavorera’: per nontornare indietro.



[1](Åsa Johansson, Christopher Heady, Jens Arnold, BertBrys and Laura Vartia).


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Irene Tinagli is a assistant professor at the University Carlos III in Madrid, where she teaches Management and Organizations and conducts research on innovation policies and regional development.

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